Author Archives: Roberto Ghiglia

I NOSTRI PROGETTI

Dopo il primo anno di vita è giunto il momento di fare un primo bilancio delle nostre attività. Nella nostra Convention avevamo individuato due progetti da approfondire:

  1. La riqualificazione dell’ area ex Stoppani di Sarnico, che al momento vede un ricorso straordinario presentato da Legambiente al Presidente della Repubblica per l’annullamento del Piano Attuativo.
  2. Il supporto “con ruolo attivo all’interno del bando” nella riqualificazione dell’Ex deposito dei treni di Paratico di cui riportiamo l’articolo di BresciaOggi.it

L’ex deposito dei treni
si converte al turismo

La «passeggiata» turistica di Paratico è in via di completamento

La «passeggiata» turistica di Paratico è in via di completamento
Sarà la «Trattoria del Gallo», una Srl di Rovato formata dai due soci Onofrio Facchi e Giuliano
Zambelli, (ai quali si affiancheranno Giuliana Ledda e Roberto Ghiglia) a gestire per i prossimi 9
anni il vecchio rimessaggio locomotive di Paratico, appena restaurato, lungo i binari della
storica ferrovia Palazzolo-Sarnico. La proposta ha prevalso sulle altre due offerte da Be Space
srl e e Cascina Clarabella.

 

L’EX RIMESSAGGIO, costruito oltre 150 anni fa alla destra dei binari poco prima della stazione, con il classico stile delle ferrovie dell’800, completa il «polo dell’accoglienza» di Paratico. Il fabbricato ha conservato l’originale architettura, con tre piani, 480 metri quadri di pavimento, una scala e uno spazio esterno di 500 metri di fianco alla pensilina in ferro.

La società si è aggiudicata il bando offrendo 24.200 euro l’anno, per una durata di 9 anni con opzione per altri 9. Perfezionato il contratto, la società entrerà nel fabbricato per realizzare finiture e completare interni ed esterni: la spesa stimata in 72mila euro sarà scontata per 12mila euro l’anno dal canone nei prossimi sei anni.

«Con l’assegnazione – ha spiegato il sindaco Carlo Tengattini – si completa la valorizzazione della ferrovia. I treni, il prossimo anno potrebbero essere una quarantina, si fermeranno davanti al rimessaggio, che offrirà posti letto in bed & breakfast ai piani superiori. Al piano terra, ci saranno infopoint, bike sharing, spazi per corsi enogastronomici e di lingue. A pochi metri dal bosco dei tassodi e dalla sponda del lago, il rimessaggio offre una passeggiata, con statue in pietra serena lungo i binari fino al parco delle Erbe danzanti al porto lacustre».

Desideriamo ringraziare, i Soci Fondatori, il Direttivo, tutti i Soci e gli amici che hanno in qualche modo fornito il loro contributo.

Ora, per potere lavorare a nuovi Progetti e idee per lo sviluppo associativo c’è il bisogno di coinvolgere nuove forze, aumentare la base e ridefinire gli Organi dell’Associazione.

Per maggiori informazioni potete scrivere a: r.ghiglia@reitaly.org

La legge quadro sulla mobilità ciclistica

Un passaggio storico!

D’ora in poi a tutti i livelli, da quello nazionale a quello regionale fino a quello comunale, ogni amministrazione dovrà pianificare anche la mobilità ciclistica che raggiunge il livello di qualsiasi altra rete trasportistica che deve essere pensata, pianificata e realizzata, con l’obiettivo di migliorare la qualità urbana, l’ambiente e le città, oltre che di promozione turistica.

In più ci sono disposizioni per i comuni che devono mettere in atto strumenti urbanistici per realizzare le velostazioni, gli stalli per bici e approvare regolamenti edilizi che consentano il parcheggio delle bici negli spazi condominiali.

Ci sono altri aspetti secondari anche se importanti, come ad esempio la possibilità di installare portabiciclette a sbalzo sugli autobus. Ma l’aspetto fondamentale è il principio generale del codice della strada che non deve più garantire solo la “fluidità del traffico”, ma da oggi in poi dovrà anche garantire la mobilità sostenibile e la circolazione dei velocipedi.

Arriva la “bikenomics”: 500 milioni per far pedalare di più gli italiani. Finisce l’era della motorizzazione indiscriminata

 

Siamo la generazione che può fare qualcosa ma non lo sta facendo

http://video.gelocal.it/gelocal/cronaca/cambiamento-climatico-papa-francesco-chi-li-nega-parli-con-gli-scienziati/77587/77979

Cambiamento climatico, Papa Francesco: “Chi li nega parli con gli scienziati”

“Il cambiamento climatico si vede e gli scienziati indicano la strada da seguire. Tutti noi siamo responsabili”. Così Papa Francesco durante la conferenza stampa sul volo da Cartegena alla fine del suo viaggio in Colombia

Sappiamo che per evitare conseguenze catastrofiche dobbiamo evitare che la temperatura salga sopra i due gradi Celsius entro la fine del secolo. Per ottenere questo risultato, nel 2050, le emissioni dovrebbero essere inferori del 70%.

Allo stato attuale, la produzione agricola è programmata per raddoppiare (fino all’80%) le emissioni totali di gas serra. Il ruolo dell’agricoltura è talmente significativo che se si mantengono le cose come stanno, il “limite di sicurezza” dei due gardi Celsius, di aumento massimo della temperatura, potrebbe essere raggiunto per effetto delle sole emissioni derivanti dalla produzione agricola.

Affrontare il cambiamento climatico significa affrontare verità scomode, come il fatto che la maggior parte dei prodotti di origine animale, uova, latte, carne, generano più emissioni (per unità di proteine) rispetto a piante come cereali, ortaggi e legumi. Lo studio portato avanti da Chatam House sottolinea come sia altamente improbabile contenere l’aumento delle temperature senza diminuire il consumo di carne e latticini.

Alcuni dati: oggi sono 70 miliardi i capi allevati per essere mangiati; la somma degli allevamenti intensivi produce più CO2 dell’intero settore dei trasporti mondiali (somma di treni/aerei/auto – fonte FAO)

Mangiare meno carne e di qualità è il messaggio molto semplice.

Per carne di qualità si intende quella che proviene da animali che sono stati allevati al pascolo, ruspanti e secondo i metodi dell’allevamento biologico.

Ciaspole e Ciaspolate: lo sport ecosostenibile

Sport

Sport e ambiente rappresentano un binomio indissolubile per il nostro benessere. L’attività fisica all’aria aperta permette al nostro corpo di ossigenarsi e rimanere in forma, combattendo sovrappeso e sedentarietà. Lo sport rappresenta un modo attivo per poter vivere al meglio la natura ed immergersi nelle sua bellezza, prendendosi cura del proprio corpo ma anche della propria salute psico-fisica. Lo sport è infatti un importante anti stress che permette di superare le tensioni accumulate ogni giorno attraverso una attività sana e divertente. Il contatto con l’ambiente permette inoltre lo sviluppo di una coscienza ambientale matura grazie ad una interazione costruttiva con la natura.

Tanti sono gli sport praticabili all’aria aperta e immersi nel verde.

Durante i mesi invernali noi pratichiamo il trekking con le ciaspole, di seguito il nostro Gruppo: https://www.facebook.com/groups/50097293146/

“Ciaspolare”  infatti aiuta il nostro sistema cardio circolatorio, combatte il colesterolo e permette di controllare il proprio peso corporeo.

Sport ecosostenibile significa anche particolare attenzione al modo di lavorazione e alla qualità della propria attrezzatura sportiva.

Importante è scegliere prodotti non realizzati attraverso sfruttamento minorile o violazione dei diritti, optando per capi sportivi realizzati senza l’uso di sostanze chimiche e Pfc, perfluorocarburi, particolarmente pericolosi per l’ambiente.

Piccoli accorgimenti possono inoltre essere utili: non utilizzare bottigliette d’acqua usa e getta, ma utilizzare borracce che permettono di evitare sprechi e ridurre in tal modo il numero dei rifiuti, mentre una sana alimentazione aiuta il nostro organismo a sentirsi in forma, mangiare frutta e verdura è essenziale per il nostro benessere quotidiano, rintegrando i sali minerali e l’acqua persa durante l’attività sportiva.

 Consultate la “dieta di Reitaly”:  https://www.facebook.com/groups/1208368745872848/

 

 

Mobilità ciclistica e pedonale

I ciclisti hanno l’esigenza di app e servizi web dedicati, per scoprire ad esempio quale sia il percorso migliore per loro o la ciclabile più vicina

 App principali:

  • Bike Citizens http://www.bikecitizens.net/app/ Calcolo in real time dei percorsi più idonei; possibilità di personalizzazione dei percorsi (impostazione del livello di difficoltà, dei percorsi più o meno lunghi, dei punti di interesse dai quali passare). Disponibile in più di 100 città europee. Vincitore del premio“ Apps for Europe 2014”. 100.000+ installazioni su Android. E’ anche disponibile il route planner su web.
  • Bikemap http://www.bikemap.net/  Contiene un database di rotte ciclabili create dagli utenti in diverse città del mondo. Le rotte contengono tutte le informazioni necessarie (lunghezza, elevazione, difficoltà etc) e possono essere esportate in formati per dispositivi GPS. 100.000+ installazioni su Android.
  • Bike repair http://www.bikerepairapp.com/ Contiene guide e foto per fare controlli e riparazioni alla bici. App a pagamento. 10.000+ installazioni su Android.
  • BikesharingMap.com http://www.bikesharingmap.com  Una pagina interattiva di google map dove sono segnalate tutte le città del Mondo con servizi di bike sharing. La funzione interattiva permette di conoscerne lo stato e le caratteristiche di servizio (numero biciclette, stazioni, etc.)

L’anno del turismo sostenibile

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2017 Anno del Turismo Sostenibile ma in Italia se ne sono accorti in pochi. Lo scarso interesse può fare il paio con la poca attenzione con cui questa definizione è spesso usata. Scegliere e fare del turismo sostenibile non significa, infatti, limitarsi a viaggiare con mezzi pubblici, in regioni del mondo poco sviluppate, per andare a dormire in capanne (anche perché se viaggiamo con mezzi pubblici che inquinano come draghi, paghiamo i servizi solo a operatori turistici internazionali e affittiamo la capanna da grandi operatori online allora neppure questo è turismo sostenibile). C’è chi – forse per amore di provocazione, ma anche no – sostiene che il turismo più sostenibile è quello che non fai. Invece di andarsene a zonzo per il mondo prendendo aerei e noleggiando auto, sarebbe meglio starsene a casa propria per spendere i soldi nel ristorante fuori porta, per aiutare l’economia locale.

Non siamo d’accordo. Il turismo ha molto a che fare con quel che siamo e quel che vogliamo diventare: una volta c’erano le vacanze, un tempo in cui sgravarsi dai pesi quotidiani. Ora invece il viaggio è un’oasi di straordinarietà, dove coltivare quella parte di noi stessi che non riusciamo a far crescere nella quotidianità, è un tempo identitario che ci racconta e ci definisce agli occhi degli altri (pensate a chi sceglie di viaggiare a piedi o in bici: più lentamente si attraversa un territorio e più s’instaura una relazione empatica col paesaggio e i suoi abitanti). È una questione d’impronte. Impronte energetiche e culturali. Riguarda quel che consumi, quel che prendi e quel che dai quando viaggi, non solo dove viaggi o dove dormi.

Il nostro viaggio ha sempre un riflesso sulla cultura locale, anche quando non lo cerchiamo, perché produce un impatto – negativo o positivo – sugli equilibri economici e sociali. Queste conseguenze si avvertiranno sempre più perché è in costante aumento la domanda di turismo esperienziale che richiede un maggiore e migliore contatto con le culture locali che però, spesso fragili, sono da tutelare e rafforzare perché non siano danneggiate dai flussi turistici, ma ne ricavino anzi dei vantaggi. Insomma, è tempo di fare del “Business as usual” qualcosa di differente: dai venticinque milioni di turisti internazionali degli anni ’50, siamo passati al miliardo e duecento milioni di oggi, destinato a raddoppiare in venti anni. Non ci possiamo permettere un turismo predatorio, indifferente alle ricadute economiche e sociali sui territori visitati.

mondo

Insomma, il turismo sostenibile è un po’ il Robin Hood dei turismi, perché rosica i margini ai ricchi (le multinazionali, i grandi tour operator, le OTA e i grandi attori della sharing economy) per distribuire i guadagni alle comunità locali. Rispetta i tre pilastri della sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) perché è a basso impatto ambientale, non ostacola lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche, ha a cuore l’equità sociale, e ritiene che il connubio tra ambiente e lavoro sia imprescindibile. Tutti obiettivi perseguibili in Paraguay e in Cambogia e pure nell’Oltrepò Pavese e sulle isole greche.

Le Nazioni Unite lo sanno bene, ecco perché hanno iniziato anni fa un percorso di condivisione e promozione che ha fatto dichiarare il 2017 l’anno del turismo sostenibile. L’infografica a cura dell’UNWTO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del coordinamento delle politiche turistiche e promuove lo sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile, mostra perché il turismo è importante:
infographic_2015

Nel 2012 alla Conferenza Rio+20 sullo Sviluppo sostenibile, le Nazioni Unite dichiararono che un turismo fatto bene e ben gestito contribuisce allo sviluppo sostenibile da un punto di vista economico, sociale e ambientale. A gennaio 2016, sono diventati esecutivi i diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS, in inglese SDGs) da declinarsi in 169 azioni. Quel che a prima vista potrebbe apparire un mero elenco formale, mostra invece quanto sia complesso un reale sviluppo sostenibile, quanti siano i vantaggi nel farlo bene e quali i danni nel non farlo. Eccoli elencati nell’infografica rilasciata dal sito del Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dove trovate anche il dettaglio dei singoli obiettivi:

turismo

Tutte e diciassette possono essere priorità del turismo, che però è previsto espressamente da tre: la SDG 8 (il turismo come driver per la crescita economica globale, duratura e inclusiva, già in grado di fornire un posto di lavoro ogni undici a livello mondiale); la SDG 12 (il turismo che adotta modelli sostenibili di consumo e produzione può accelerare il passaggio globale alla sostenibilità) e la SDG 14 (il turismo costiero e marittimo – il più importante in termini di fatturato globale e in particolare per lo sviluppo dei piccoli stati insulari- è strettamente correlato con il benessere e la difesa dell’ecosistema marino). Se volete saperne di più, il sito ufficiale Tourism4development2017 ha una bella sezione dedicata alla conoscenza condivisa (da cui sono tratte anche l’immagine iniziale e il video promozionale).
Il turismo sostenibile, quello che connette le persone con le persone, le idee con le idee e le persone con le idee, ci porta ad intrattenere con il territorio una relazione complessa, fatta di interdipendenze, ma soprattutto di empatia che trasforma il viaggio in un bene relazionale, un incontro esperienziale che sfocia in una relazione benefica e beneaugurante. Il viaggio, allora, diventa un orizzonte mentale ed emotivo in divenire aperto, cangiante e intriso di socievolezza e cultura civile entro cui collocarsi e collocare la propria libertà e le intelligenze plurime di cui siamo portatori quando si agisce localmente e si pensa globalmente.

 

Il mercato delle E-bike

Nel corso del 2016 in Italia il mercato delle biciclette a pedalata assistita ha raggiunto i 124.000 pezzi, con un incremento del 120% rispetto all’anno precedente. Il modello preferito è quello mountain bike e sono sempre più numerose le realtà italiane che progettano e producono in proprio i motori e l’elettronica

Nel corso del 2016 in Italia il mercato delle biciclette a pedalata assistita ha raggiunto i 124.000 pezzi, con un incremento del 120% rispetto all’anno precedente. Il modello preferito è quello mountain bike e sono sempre più numerose le realtà italiane che progettano e producono in proprio i motori e l’elettronica

Buone notizie per il mercato delle bici elettriche in Italia nel 2016: i pezzi venduti secondo i dati rilasciati dall’ANCMA, hanno raggiunto e superato quota 124.000 contro le 56.000 e-bike del 2015. Un incremento tanto più importante visti i dati relativi alle biciclette tradizionali, dove si è invece creata una flessione del 2,6%. I dati tengono conto delle biciclette importate, di quelle assemblate in Italia da pezzi esteri e anche del sempre maggiore numero di bici elettriche interamente progettate e realizzate in Italia.

I dati di mercato 2016 confermano il grande cambiamento in atto degli anni precedenti: le E-Bike stanno cambiando il modo di andare in bici” dichiara Corrado Capelli, presidente di Ancma Confindustria, “Infatti sono sempre di più gli appassionati delle due ruote che scelgono le biciclette a pedalata assistita per muoversi nel traffico urbano e per fare sport soprattutto in montagna. L’agilità e la riduzione della fatica negli spostamenti sono solo due fra gli indicatori positivi di questa crescita sia nella produzione che nell’export. Avremo lo stesso trend anche per il 2017”.

Nel mercato europeo i dati negativi del settore ciclo tradizionali sono ancora più negativi, con punte di – 8/-9%, sempre secondo i dati dell’Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori. I numeri si prospettano positivi anche per il 2017, considerando che nel solo quarto trimestre il numero di e-bike importate ha quasi raggiunto quello totalizzato nei tre trimestri precedenti.

In tema di import/export il settore ciclo è fattore positivo per il nostro Paese, con un attivo di 66 milioni di euro contro i 56 milioni del 2015. In Italia è infatti sempre maggiore il numero di produttori specializzati in motori e componenti elettriche ed elettroniche per bici elettriche, cioè il cuore della e-bike.

Buone notizie per il mercato delle bici elettriche in Italia nel 2016: i pezzi venduti secondo i dati rilasciati dall’ANCMA, hanno raggiunto e superato quota 124.000 contro le 56.000 e-bike del 2015. Un incremento tanto più importante visti i dati relativi alle biciclette tradizionali, dove si è invece creata una flessione del 2,6%. I dati tengono conto delle biciclette importate, di quelle assemblate in Italia da pezzi esteri e anche del sempre maggiore numero di bici elettriche interamente progettate e realizzate in Italia.

I dati di mercato 2016 confermano il grande cambiamento in atto degli anni precedenti: le E-Bike stanno cambiando il modo di andare in bici” dichiara Corrado Capelli, presidente di Ancma Confindustria, “Infatti sono sempre di più gli appassionati delle due ruote che scelgono le biciclette a pedalata assistita per muoversi nel traffico urbano e per fare sport soprattutto in montagna. L’agilità e la riduzione della fatica negli spostamenti sono solo due fra gli indicatori positivi di questa crescita sia nella produzione che nell’export. Avremo lo stesso trend anche per il 2017”.

Nel mercato europeo i dati negativi del settore ciclo tradizionali sono ancora più negativi, con punte di – 8/-9%, sempre secondo i dati dell’Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori. I numeri si prospettano positivi anche per il 2017, considerando che nel solo quarto trimestre il numero di e-bike importate ha quasi raggiunto quello totalizzato nei tre trimestri precedenti.

In tema di import/export il settore ciclo è fattore positivo per il nostro Paese, con un attivo di 66 milioni di euro contro i 56 milioni del 2015. In Italia è infatti sempre maggiore il numero di produttori specializzati in motori e componenti elettriche ed elettroniche per bici elettriche, cioè il cuore della e-bike.

Ciclovia Val Brembana

Si tratta di una pista ciclopedonale realizzata sfruttando l’ex percorso della dismessa ferrovia della val brembana.

Le gallerie sono tutte illuminate, la pendenza è lieve in alcuni tratti si deve attraversare la strada percorsa da automobili, ma per il resto il tracciato è protetto e molto piacevole da percorrere sia per il paesaggio che per il fondo.

Noi abbiamo superato Piazza Brembana, giungendo a Cassiglio dove è presente un piccolo laghetto artificiale e punto di partenza di diversi interessanti sentieri, da segnalare quello che attraverso i boschi giunge alla “Baita Foier”.

…..Eccoci pronti per il pranzo!

 

Secondo il VII rapporto di indagine sull’impegno sociale delle aziende in Italia, elaborato dall’osservatorio Socialis, l’80% delle imprese italiane, con oltre 100 dipendenti, dichiara di impegnarsi in iniziative di CSR. Con ritorni di percezione positiva del marchio, fidelizzazione dei clienti e soddisfazione dei lavoratori. Molte aziende si impegnano a rendere più sostenibili i processi industriali, c’è poi chi contribuisce allo sviluppo delle comunità locali o al recupero del patrimonio artistico. E, in un numero sempre maggiore di casi, a salvaguardare gli oceani, a far nascere nuove foreste o ad esplorare gli ultimi angoli sconosciuti del pianeta.

Si fa strada un NUOVO MODELLO DI BUSINESS virtuoso, che crea profitto stimolando innovazione e ricerca ecologica. Con ritorni vantaggiosi per le aziende, ma sopratutto per il PIANETA.

 

 

Ciclovia del Fiume Oglio

La ciclovia del fiume Oglio ha un tacciato di 280 Km e si snoda dal passo del Tonale fino al fiume Po, ma ha anche l’obiettivo di proporre un percorso ciclabile di interesse europeo. Infatti, in alta Valle Camonica attraverso i Passi del Tonale e dell’Aprica ci si congiunge: verso est (Tonale) con la trentina Val di Sole e quindi con le piste ciclabili della Val di Non e della Valle dell’Adige, e verso ovest (Aprica) con  la Valtellina e da qui lungo l’Adda fino alla pista ciclabile della Valchiavenna che porta in Svizzera.

Con tale percorso si darà così corpo ad un circuito internazionale che porterà da Torino o da Venezia (progetto VenTo ), lungo il Po e quindi lungo l’Oglio, sino alle piste ciclabili di Svizzera, Austria e Germania e lungo la Valle del Reno, sino al Lago di Costanza e oltre. Si delinea così un ambizioso progetto che supera i confini nazionali, ridefinendo una nuova geografia della mobilità sostenibile europea. Una rete capillare di itinerari ciclo-pedonali che, attraversando da un capo all’altro il vecchio continente, congiungeranno idealmente il bacino del Mediterraneo al Mare del Nord.

Al momento circa il 70% dei percorsi lungo l’Oglio e il Lago di Iseo sono già esistenti.

Tutta la ciclabile della Valle Camonica, eccezion fatta per il tratto a nord di Edolo, è capillarmente servita dalla storica linea ferroviaria Trenord Brescia – Iseo – Edolo. Presso tutte le stazioni ferroviarie è consentito caricare la propria bicicletta sui vagoni, concludendo la gita sui pedali in modo completamente ecologico e sostenibile.