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Siamo la generazione che può fare qualcosa ma non lo sta facendo

http://video.gelocal.it/gelocal/cronaca/cambiamento-climatico-papa-francesco-chi-li-nega-parli-con-gli-scienziati/77587/77979

Cambiamento climatico, Papa Francesco: “Chi li nega parli con gli scienziati”

“Il cambiamento climatico si vede e gli scienziati indicano la strada da seguire. Tutti noi siamo responsabili”. Così Papa Francesco durante la conferenza stampa sul volo da Cartegena alla fine del suo viaggio in Colombia

Sappiamo che per evitare conseguenze catastrofiche dobbiamo evitare che la temperatura salga sopra i due gradi Celsius entro la fine del secolo. Per ottenere questo risultato, nel 2050, le emissioni dovrebbero essere inferori del 70%.

Allo stato attuale, la produzione agricola è programmata per raddoppiare (fino all’80%) le emissioni totali di gas serra. Il ruolo dell’agricoltura è talmente significativo che se si mantengono le cose come stanno, il “limite di sicurezza” dei due gardi Celsius, di aumento massimo della temperatura, potrebbe essere raggiunto per effetto delle sole emissioni derivanti dalla produzione agricola.

Affrontare il cambiamento climatico significa affrontare verità scomode, come il fatto che la maggior parte dei prodotti di origine animale, uova, latte, carne, generano più emissioni (per unità di proteine) rispetto a piante come cereali, ortaggi e legumi. Lo studio portato avanti da Chatam House sottolinea come sia altamente improbabile contenere l’aumento delle temperature senza diminuire il consumo di carne e latticini.

Alcuni dati: oggi sono 70 miliardi i capi allevati per essere mangiati; la somma degli allevamenti intensivi produce più CO2 dell’intero settore dei trasporti mondiali (somma di treni/aerei/auto – fonte FAO)

Mangiare meno carne e di qualità è il messaggio molto semplice.

Per carne di qualità si intende quella che proviene da animali che sono stati allevati al pascolo, ruspanti e secondo i metodi dell’allevamento biologico.

La dieta di Reitaly

Dopo le grandi abbuffate Pasquali siete pronti per la dieta “sostenibile, sana ed energica ” di Reitaly? Eccola qui in 10 punti:

1. Acquistare prodotti locali. Anche se non tutto ciò che mangiamo può essere reperito in zona, i benefici del km zero sono innegabili. I prodotti freschi sostengono l’economia locale e abbattono le emissioni di CO2.
2. Mangiare prodotti di stagione. Un’alimentazioneche segue le stagioni è più sana, più buona e riduce i costi per l’ambiente.
3. Limitare il consumo di carne. La carne va consumata in quantità moderata poche volte la settimana, preferendo quella prodotta con zootecnica tradizionale (non intensiva) e biologica.
4. Scegliere bene il pesce. A parte rispettare la regola della taglia minima, vanno preferite le specie locali. Preferite il pesce azzurro e diversificate la scelta.
5. Evitare gli sprechi di cibo. Non è sostenibile che quasi un terzo del cibo acquistato finisca in pattumiera. Questo enorme spreco comporta un enorme impatto ambientale, oltre alla perdita economica.
6. Ridurre gli imballaggi. Non ha senso che attorno a pochi grammi di prodotto alimentare ci sia una voluminosa confezione di carta, cartone, plastica e metallo. Gli imballaggi si trasformano in rifiuti e dunque in un costo sociale. Vanno preferite le merci con meno imballaggi.
7. Evitare i cibi che contengono troppi zuccheri, sali e grassi significa migliorare lo stato di salute generale e diminuire la spesa sanitaria nazionale.
8. Bere acqua del rubinetto. È garantita sana e spesso è anche buona. Non è detto che l’acqua in bottiglia sia migliore di quella del rubinetto e se tuteliamo le falde idriche possiamo avere ottima acqua in casa.
9. Seguire una Dieta Mediterranea. La diffusione di questo modello alimentare si traduce in un aumento della domanda commerciale dei prodotti naturali (frutta, verdura, cereali, legumi) e dei loro derivati (olio, vino, pasta, pane), creando reddito e occupazione per le aziende italiane
10. Scegliere latte, latticini e uova biologiche, perché negli alimenti di origine animale da allevamento intensivo si accumulano maggiori quantità di residui chimici (pesticidi, antibiotici e così via).