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La legge quadro sulla mobilità ciclistica

Un passaggio storico!

D’ora in poi a tutti i livelli, da quello nazionale a quello regionale fino a quello comunale, ogni amministrazione dovrà pianificare anche la mobilità ciclistica che raggiunge il livello di qualsiasi altra rete trasportistica che deve essere pensata, pianificata e realizzata, con l’obiettivo di migliorare la qualità urbana, l’ambiente e le città, oltre che di promozione turistica.

In più ci sono disposizioni per i comuni che devono mettere in atto strumenti urbanistici per realizzare le velostazioni, gli stalli per bici e approvare regolamenti edilizi che consentano il parcheggio delle bici negli spazi condominiali.

Ci sono altri aspetti secondari anche se importanti, come ad esempio la possibilità di installare portabiciclette a sbalzo sugli autobus. Ma l’aspetto fondamentale è il principio generale del codice della strada che non deve più garantire solo la “fluidità del traffico”, ma da oggi in poi dovrà anche garantire la mobilità sostenibile e la circolazione dei velocipedi.

Arriva la “bikenomics”: 500 milioni per far pedalare di più gli italiani. Finisce l’era della motorizzazione indiscriminata

 

Ciclovia Val Brembana

Si tratta di una pista ciclopedonale realizzata sfruttando l’ex percorso della dismessa ferrovia della val brembana.

Le gallerie sono tutte illuminate, la pendenza è lieve in alcuni tratti si deve attraversare la strada percorsa da automobili, ma per il resto il tracciato è protetto e molto piacevole da percorrere sia per il paesaggio che per il fondo.

Noi abbiamo superato Piazza Brembana, giungendo a Cassiglio dove è presente un piccolo laghetto artificiale e punto di partenza di diversi interessanti sentieri, da segnalare quello che attraverso i boschi giunge alla “Baita Foier”.

…..Eccoci pronti per il pranzo!

 

Ciclovia del Fiume Oglio

La ciclovia del fiume Oglio ha un tacciato di 280 Km e si snoda dal passo del Tonale fino al fiume Po, ma ha anche l’obiettivo di proporre un percorso ciclabile di interesse europeo. Infatti, in alta Valle Camonica attraverso i Passi del Tonale e dell’Aprica ci si congiunge: verso est (Tonale) con la trentina Val di Sole e quindi con le piste ciclabili della Val di Non e della Valle dell’Adige, e verso ovest (Aprica) con  la Valtellina e da qui lungo l’Adda fino alla pista ciclabile della Valchiavenna che porta in Svizzera.

Con tale percorso si darà così corpo ad un circuito internazionale che porterà da Torino o da Venezia (progetto VenTo ), lungo il Po e quindi lungo l’Oglio, sino alle piste ciclabili di Svizzera, Austria e Germania e lungo la Valle del Reno, sino al Lago di Costanza e oltre. Si delinea così un ambizioso progetto che supera i confini nazionali, ridefinendo una nuova geografia della mobilità sostenibile europea. Una rete capillare di itinerari ciclo-pedonali che, attraversando da un capo all’altro il vecchio continente, congiungeranno idealmente il bacino del Mediterraneo al Mare del Nord.

Al momento circa il 70% dei percorsi lungo l’Oglio e il Lago di Iseo sono già esistenti.

Tutta la ciclabile della Valle Camonica, eccezion fatta per il tratto a nord di Edolo, è capillarmente servita dalla storica linea ferroviaria Trenord Brescia – Iseo – Edolo. Presso tutte le stazioni ferroviarie è consentito caricare la propria bicicletta sui vagoni, concludendo la gita sui pedali in modo completamente ecologico e sostenibile.

 

L’Italia avrà le autostrade per biciclette

 

Firmato l’accordo tra Governo, Regioni e enti locali per 1500 km di percorsi.

Questo accordo ha una valenza strategica enorme. La creazione di luoghi dove le famiglie possano percorrere spostamenti su 2 ruote senza doversi preoccupare della sicurezza dei propri figli, guardandosi intorno, fermandosi in un bike-grill potrà far assaporare l’Italia più autentica redistribuendo soldi sul territorio, perchè il cicloturista ha bisogno d una pausa ogni pochi Km, al contrario del turismo parassita che visita ma non spende.

Ma quali sono le “autostrade per biciclette” finanziate come ciclovie nazionali in Italia?

Stiamo parlando della Ciclovia Ven-To che collega Venezia a Torino passando per il Po, la Ciclovia del Sole che da Verona raggiunge Firenze e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese da Caposele in Campania a Santa Maria di Leuca in Puglia e il Grab di Roma.

Questi percorsi assieme doneranno all’Italia ben 1500 chilometri di ciclovie, favorendo la nascita di una dorsale futuro perno di una rete strutturale di autostrade e percorsi ciclabili di lunga percorrenza.

Questi percorsi in bicicletta rientrano già in progetti di sviluppo europeo della mobilità ciclabile chiamati Eurovelo. Il progetto Ven-To rientra nel percorso Eurovelo 8 che porta da Cadice in Spagna fino ad Atene; la Ciclovia del Sole fa parte di Eurovelo 7, un lungo tracciato che collega La Sicilia a Capo Nord in Norvegia; la Ciclovia dell’Acquedotto pugliese rientra nel percorso Eurovelo 5, che collega Londra con Brindisi e che ricalca il percorso della Via Francigena

 

Bikenomics Forum, 27 Maggio 2017

Il recente rapporto sull’economia della bici in Italia, conferma che il segmento è in forte sviluppo. L’insieme degli spostamenti a pedali genera un fatturato di 6,2 Mld di € che è la somma delle produzioni di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle positività generate (risparmio carburante, benefit sanitari, ecc.). Per dare un’idea, il numero supera nettamente i ricavi del vino (uno dei prodotti made in Italy più importanti della nostra economia).

Secondo uno studio dell’Università del Montana, i cicloturisti spendono una media di 79$ al giorno contro una media quotidiana di 58,24$ per chi si sposta in auto.

L’Onorevole Paolo Gandolfi (membro della Comissione Trasporti) oggi ha confermato che nelle ultime 2 leggi di stabilità lo Stato ha messo sul piatto 370 Mio di € per trasformare il cicloturismo in uno dei driver economici dell’Italia.

La sfida è mettere in rete Istituzioni, Associazioni, Imprenditori e Società Civile per massimizzare questa bellissima opportunità.

 

 

 

 

Per salvare i ciclisti occorrono tante piste ciclabili – DiarioromanoDiarioromano

Le piste ciclabili servono veramente solo alle grandi città ? Crediamo di no, ci sono piste ciclabili utilissime per collegare i piccoli centri dovre le statali sono trafficatissime e pericolose.

Dopo la morte di Michele Scarpone molti chiedono nuove leggi. Ma ciò che serve davvero sono piste riservate nelle grandi città. Il caso Roma

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